«Questo è il mio ultimo anno al festival come direttore artistico e presentatore, non penso nemmeno all’opportunità, che qualcuno ha immaginato, di ricoprire lo stesso ruolo nel ’27 e padrino di un eventuale presentatore-presentatrice. Reputo assolutamente remota la possibilità che io possa esserci nel 2027». Lo ha detto Carlo Conti al podcast Pezzi dentro la musica, spazzando via ogni dubbio mentre si avvicina Sanremo 2026, che, stando alle sue dichiarazioni sarà il suo ultimo Festival. Messo il punto Conti lascia aperto il campo a nuovi scenari futuribili, come quelli che vendono in pole position Stefano De Martino o l’ipotesi di un grande artista chiamato a prendersi sulle spalle il carrozzone festival. Questo lo scopriremo solo vivendo.
Intanto c’è un festival alle porte, manca poco meno di un mese e Conti svela altri dettagli- «La scenografia – dice – potrebbe avere a che fare con l’Ai ma nemmeno così tanto. I Led wall la faranno da padrone rispetto agli effetti e alle immagini che proietteremo per creare la scenografia con tutti i paletti che un teatro così piccolo obbliga a considerare. E poi ci sono i cantanti e le canzoni che sono tante, trenta, e ci porteranno a sforare rispetto all’anno scorso; c’è un blocco pubblicitario dopo l’una di notte e non possiamo non rispettare senza contare che debbo dare la linea al DopoFestival di Nicola Savino a un orario degno. Vedrete che manterremo tempi “umani” anche quest’anno». L’orario dell’una e un quarto come media di chiusura delle quattro puntate che precedono la finale della kermesse è da considerare pressoché definitivo, cari festivalieri, quindi preparate thermos di caffè.






