Il presidente russo, Vladimir Putin, continua a prendere tempo per proseguire la guerra in Ucraina: oggi ha dato il via libera a un incontro trilaterale con rappresentanti di Washington e Kiev per discutere questioni di sicurezza negli Emirati Arabi Uniti, ma senza impegnarsi in un cessate il fuoco. È stato questo l'unico risultato tangibile della maratona negoziale, 3 ore e 40 minuti, tenutasi al Cremlino nella notte con gli inviati della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner. Come nei sei incontri precedenti, il Cremlino non ha cambiato la sua posizione: "Senza risolvere la questione territoriale secondo la formula concordata ad Anchorage, non ha senso contare sul raggiungimento di un accordo a lungo termine", ha dichiarato il consigliere diplomatico di Putin, Yuri Ushakov, al termine dei colloqui. La formula rimanda alla richiesta russa di controllo del Donbass, comprese le zone ancora sotto il controllo dell'esercito di Kiev. Condizione che Kiev ha sempre respinto. In una nota positiva, Ushakov ha annunciato alla stampa che funzionari russi, ucraini e statunitensi terranno colloqui sulle questioni di sicurezza relative a un potenziale accordo di pace oggi ad Abu Dhabi. Putin ha accettato di inviare una delegazione ufficiale negli Emirati, guidata dall'ammiraglio Igor Kostyukov, a capo dell'intellignece militare russa, mentre l'inviato per gli investimenti Kirill Dmitriev incontrerà separatamente Witkoff, per discutere di questioni economiche. La delegazione ucraina sarà guidata dal segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale, Rustem Umerov, e comprenderà Andriy Gnatov, capo di Stato maggiore delle forze armate ucraina, il capo dell'ufficio presidenziale, Kirill Budanov e il leader del gruppo parlamentare del suo partito, David Arakhamia.