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23 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:01
L’aggressione degli Stati Uniti al Venezuela “ha minato un principio fondamentale del diritto internazionale”, ha detto l’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani. È “una chiara violazione dell’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite”, hanno aggiunto gli esperti Onu. In attesa degli eventi in Groenlandia e in altri Paesi minacciati da Trump – che ha detto di non curarsi del diritto internazionale perché gli basta la sua morale personale – gli Usa sono diventati uno “Stato canaglia”, almeno dal punto di vista della sostenibilità? Vale la pena chiederselo perché gli interventi militari hanno costi astronomici. E gli Stati li finanziano anche emettendo titoli sui mercati finanziari. Titoli soggetti non solo ai rating (valutazioni del merito di credito) tradizionali ma anche a quelli Esg, che valutano le dimensioni sociali, ambientali e di governance.
I T-bond, le obbligazioni degli Stati Uniti, sono considerati i più sicuri al mondo, ma sono anche sostenibili? È coerente che investitori istituzionali che dichiarano di praticare la finanza sostenibile li tengano in portafoglio? Potrà stupire, ma c’è chi agli Usa aveva affibbiato l’etichetta di “Stato canaglia” della sostenibilità già da un pezzo. Lo spiega Aldo Bonati, Stewardship e Esg Networks Manager in Etica Sgr (Gruppo Banca Etica): “Per noi gli Usa non sono mai stati investibili. La nostra metodologia combina i dati di vari information provider, con decine di indicatori, ma assegna un peso molto importante soprattutto ad alcuni aspetti: pena di morte, libertà civili e diritti politici, libertà di parola e di stampa. Gli Usa, come il Giappone, sono out per la pena di morte. E per la mancata ratifica di convenzioni internazionali, come quella sulle mine anti-uomo (di cui Biden aveva autorizzato l’invio in Ucraina, ndr)”.






