"Una stazione di archeologia obbligatoria", uno spazio genericamente inteso come un non-luogo che qui diventa, invece, punto di incontro con la storia attraverso le testimonianze restituite dagli scavi fino a 27 metri di profondità nel cuore di Roma.
Punto di collegamento tra due linee della metropolitana ma soprattutto opera frutto della sintesi tra l'approccio tecnico dei progettisti e la competenza scientifica degli esperti del Parco Archeologico del Colosseo, è già stata attraversata da un milione di persone, soprattutto romani.
La nuova Stazione Colosseo della metro C festeggia, dunque, con il record di visitatori il suo primo mese di vita e si mostra come uno dei tasselli del Progetto Carme, promosso dal Comune per riscoprire e restituire ai romani i luoghi dell'area archeologica dei Fori. "È un'opera mirabile, una delle migliori stazioni della metropolitana a livello internazionale", l'ha definita Walter Tocci, assessore della giunta Rutelli negli anni Novanta e oggi delegato del sindaco per il Progetto, durante una visita con gli architetti Andrea Grimaldi e Filippo Lambertucci, che l'hanno firmata. Il successo dell'intervento si inserisce nel filone avviato qualche anno fa dalla fermata San Giovanni, apripista delle "archeostazioni", anche quella curata dal Dipartimento di Architettura e Progetto della Sapienza. Il tentativo funziona, ha detto Tocci, seguiranno altre opere durante l'anno come l'apertura della passeggiata archeologica, il grande anello che cambierà la visione globale dell'area, in attesa della fine dei lavori in Piazza Venezia con la pedonalizzazione totale dei Fori Imperiali.






