"Vorrei un incontro con i genitori della povera Yara.

Guardandomi negli occhi, capirebbero che non sono l'assassino".

Lo ha detto Massimo Bossetti a Porta a porta, incalzato dalle domande di Bruno Vespa. Il muratore di Mapello è stato condannato all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa a Brembate di Sopra e ritrovata assassinata il 26 febbraio 2011 a Chignolo d'Isola, nel Bergamasco.

Bossetti, durante l'intervista, ha chiesto insistentemente la ripetizione del test del Dna. "Questo dato scientifico lo metto in discussione perché non mi è stata data la possibilità di poterlo ripetere. Mi dicono che l'esame è irripetibile".

Dopo aver confusamente spiegato perché ha tenuto spento il cellulare dalle 17.45 del giorno dell'omicidio fino al mattino successivo ("ero a casa e non avevo l'adattatore"), Bossetti ha poi assicurato di non aver mai cercato sui siti porno video di tredicenni: "I miei consulenti mi hanno spiegato che certe stringhe di ricerca sono generate in automatico dal computer".