Teplizumab, l’anticorpo monoclonale per ritardare l’insorgenza del diabete di tipo 1, è appena stato approvato da parte dell’Unione Europea. Nel mentre, in Italia, continuano le somministrazioni a uso compassionevole: tra gli ultimi a riceverlo una ragazza di 14 anni, trattata al Policlinico San Matteo di Pavia. “Grazie alla disponibilità di teplizumab - fanno sapere dalla struttura - diventa possibile affiancare alla diagnosi precoce anche una strategia terapeutica in grado di posticipare l'esordio clinico della malattia, con potenziali benefici rilevanti per bambini, adolescenti e famiglie, sia nel breve che nel lungo periodo".
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19 Novembre 2025
L’anticorpo che ritarda il diabete: come agisce
Il teplizumab è un anticorpo monoclonale sviluppato come terapia per il diabete di tipo 1, una patologia a base autoimmunitaria in cui la malattia insorge perché il sistema immunitario colpisce, distruggendo, le cellule beta del pancreas, quelle che producono l’insulina, impedendo così la corretta regolazione della glicemia. Il teplizumab contrasta questo meccanismo, impedendo ai linfociti T di distruggere le cellule beta e favorendo una situazione di cosiddetta tolleranza immunitaria (le cellule proprie dell’organismo non sono più viste come una minaccia). Può essere utilizzato nel ritardare il diabete - e il farmaco è già stato approvato in diversi paesi al mondo - quando la malattia non sia già conclamata, aumentando i rischi per la salute.






