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Ultimo aggiornamento: 9:44
Rischia e subisce per 45 minuti. Ma in questo turno di Champions League la Juventus è l’unica italiana a vincere. E grazie al 2-0 contro il Benfica si qualifica aritmeticamente (almeno) per i playoff. L’Atalanta, invece, si fa rimontare in casa dall’Athletic Club (2-3) e ora non è più padrona del proprio destino per un posto tra le migliori 8.
Dal suo esordio con la Juventus nessun giocatore ha segnato più gol in Europa con i bianconeri rispetto a Weston McKennie. Dopo 45 minuti sofferti in cui le occasioni avversarie non mancano, Thuram apre la gara e l’americano dà la spallata decisiva. L’episodio chiave è una situazione tattica: Spalletti cambia Miretti, entra Conceição e McKennie viene spostato più al centro del campo. La Juventus vince così la terza gara consecutiva in Champions League. I bianconeri sfatano il tabù Mourinho e guadagnano un posto aritmetico ai playoff diventando sicuramente teste di serie. E ora la qualificazione diretta non è impossibile.
La Dea domina il primo tempo, ma non basta. Dopo il vantaggio con Scamacca, l’Athletic Club si scatena nel secondo tempo: in 16 minuti la partita viene ribaltata con i gol di Guruzueta, Serrano e Navarro. Il gol di Krstovic sul finale illude senza incidere. L’Atalanta spreca così l’occasione unica di entrare tra le migliori 8, si complica la strada da sola e viene risucchiata nel mini gruppo di squadra a quota 13 punti. Ed è proprio il successo degli spagnoli a far scivolare il Napoli fuori dalla zona playoff. Insomma, una doppia beffa per il calcio italiano.








