Partiamo dai numeri secchi: 60.605 spettatori (3.237 per i tifosi ospiti), 37 mesi per costruirlo, un miliardo e 377,4 milioni di euro il fabbisogno finanziario, due parchi da quasi 120 metri quadri totali, 2.280 parcheggi per auto nelle adiacenze e 2.897 lungo i nodi di scambio, tre ponti e un indotto totale che supera i 3,3 miliardi di euro. Il progetto stadio della Roma, così come depositato lo scorso 21 dicembre in Campidoglio dalla società giallorossa, si può riassumere con questi pochi numeri. Dietro, però, c’è davvero molto molto di più.

Cominciamo con costi e ricavi. Nel Piano economico finanziario asseverato che la Roma ha protocollato in Comune, il fabbisogno finanziario è stimato in 1 miliardo 377,3 milioni di euro. Questi soldi servono per pagare tutto: lo stadio vero e proprio, che costa 633 milioni; i due parchi, 27 milioni e spicci; le tre ciclostazioni per bici e monopattini (773mila euro); i vari parcheggi che valgono quasi 50 milioni di euro; i tre ponti, più correttamente passerelle ciclopedonali, quasi 12 milioni; l’adeguamento della fermata della linea B della metropolitana “Quintiliani” che cuba oltre 2 milioni di euro. Per inciso, il solo progetto depositato è già costato oltre 26 milioni di euro (portando a 32,7 milioni il totale dei soldi spesi dai Friedkin per lo stadio fra il 2021 e il 2025) e quello esecutivo ne costerà poco meno: 25,5. Poi ci sono tasse varie, contributi, spese tecniche, imprevisti. E il totale arriva a sfiorare il miliardo e 48 milioni di euro. Cui va aggiunta l’Iva (204,5 milioni).