ROMA - Tutti da Bruno Vespa il mercoledì sera. Al festone su Rai1 del trentennale di Porta a Porta. «All’inizio temevamo di non arrivare a sei mesi. Direi che quel traguardo è stato brillantemente superato», sorride Vespa in studio a via Teulada. Ha appena registrato l’intervento di Meloni, e le ha detto: «Lei è stata a Porta a Porta 87 volte». E la premier, sgranando gli occhi: «Ma davvero?». Sì, e parte il video dell’esordio di Giorgia, giovanissima vice-presidente della Camera, il 7 novembre 2006. «Come mi sentivo? Beh, le prime volte ero terrorizzata. Ero una bambina, ma da secchiona cercavo di prepararmi». Seguono le immagini dei 9 Presidenti del consiglio su 10 (solo Draghi ha marcato visita) che sono stati ospiti in trasmissione e svetta la battuta che fece uno di loro, Renzi: «I premier passano, Porta a Porta resta».
E quattro sono i Papi che sono intervenuti in questi 30 anni. Indimenticabile la telefonata in diretta di Giovanni Paolo II, e a Vespa vennero le lacrime, ma ora ecco il messaggio di Leone XIV sul buon giornalismo: «La comunicazione ci sfida tutti a non cedere mai alla tentazione del banale». E ancora il pontefice, nella missiva letta dal conduttore: «Ci sono nuovi rischi per l’informazione, quello di scambiare il falso con il vero. Quello dei dialoghi dove nessuno ascolta davvero».













