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21 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 18:27
“Il posto in cui si nasce è importante: non cambio cittadinanza per la guerra”. A parlare è Daniil Medvedev dopo aver raggiunto il terzo turno degli Australian Open. In queste settimane è infatti tornata d’attualità nel tennis di nuovo la polemica sulla guerra in Ucraina. Martedì infatti la tennista ucraina Oleksandra Oliynikova ha tirato fuori una maglietta per i bambini uccisi nel conflitto e ha parlato del padre soldato (“Mio padre è un soldato. Per quanto mi riguarda io sono qui da sola, mentre prima viaggiavo con lui”), aggiungendo poi la richiesta di bandire dal circuito i tennisti russi e bielorussi.
Da parte sua, il tennista russo – finalista agli Australian Open nel 2024 – ha risposto in conferenza stampa alle domande sui tanti connazionali che per protesta hanno cambiato nazionalità. “Capisco e rispetto al 100% quella scelta – ha detto Medvedev, nato a Mosca e residente a Montecarlo – è qualcosa che si può fare, soprattutto nello sport. Ma personalmente non ci ho mai pensato, perché credo che il luogo in cui si nasca sia importante. Ma ripeto, molti giocatori cambiano e io sono loro amico. Sono amico di molti giocatori nello spogliatoio, quindi la scelta è loro”, ha concluso il tennista russo.








