Continua la crisi dell'acciaio in Germania: la produzione complessiva nel 2025 è scesa a 34,1 milioni di tonnellate, con un calo di circa il 9% rispetto al 2024.
Lo rende noto oggi un comunicato dell'organizzazione di rappresentanza dell'industria dell'acciaio (Wirtschaftsvereinigung Stahl), che sottolinea come un simile valore sia stato raggiunto dopo la Riunificazione tedesca (1990) solo durante la crisi finanziaria del 2009.
La produzione è per la quarta volta di seguito sotto le quaranta milioni di tonnellate, che è considerata la soglia per un adeguato utilizzo della capacità: "il settore rimane quindi a livelli di recessione", si legge nel comunicato. Inoltre, si sottolinea anche come aumenti l'importazione di acciaio da paesi esterni all'Ue a causa, da un lato, della sovraccapacità in Asia e dall'altro "dalla imprevedibile politica dei dazi degli Stati Uniti d'America". "Affinché la pressione delle importazioni sul mercato europeo rimanga limitata, la valida proposta della Commissione europea per uno strumento di protezione altamente efficace deve ora essere attuata in modo rapido e coerente. Il settore non può permettersi ulteriori ritardi" ha affermato Kerstin Maria Rippel, presidente dell'organizzazione






