A Sheikh Jarrah, Gerusalemme est, sono arrivate le ruspe dell’Idf e hanno iniziato a demolire il complesso dell’Unrwa, l’agenzia per i rifugiati palestinesi, che da un anno non era più occupato dal personale Onu, visto che Israele ne aveva vietato le attività. Alla stessa agenzia appartiene anche la Palestinian trade school a Qalandia, alla periferia di Gerusalemme, che nella stessa giornata è stata presa di mira dai gas lacrimogeni, sempre per mano dell’esercito israeliano. Più di 300 giovani rifugiati ricevono qui una formazione professionale in tecnologia e saldatura. È successo il 20 gennaio: non è la prima volta che le forze dello Stato ebraico prendono di mira l’agenzia per i rifugiati, accusata di avere legami con Hamas. Accusa che Unrwa nega. Per Israele alcuni dei suoi dipendenti avrebbero preso parte al massacro del 7 ottobre 2023, che ha scatenato la guerra a Gaza. Il governo ha espresso soddisfazione per la demolizione del complesso Onu, inquadrato secondo Tel Aviv in una più ampia cornice legale: per il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir è stato “un giorno storico”, mentre per il titolare degli Esteri Gideon Moshe Sa’ar “il complesso non gode di alcuna immunità e il suo sequestro è stato effettuato in conformità con il diritto israeliano e internazionale”.
Israele demolisce la sede Unrwa e attacca una scuola palestinese a Gerusalemme
Bulldozer israeliani in azione contro il complesso Onu per i rifugiati a Sheikh Jarrah. L'Onu: "Attacco senza precedenti"











