Dopo due mesi di agonia è morto il piccolo di dieci mesi rimasto ustionato lo scorso 17 novembre nella sua casa di Torricella, nel Tarantino. Il bimbo era ricoverato al Policlinico di Bari, dove era stato trasferito in condizioni gravissime per le ustioni riportate su gran parte del corpo. Durante il ricovero le sue condizioni non sono mai migliorate – è sempre stato in coma – sino al decesso, nel reparto di Rianimazione dove era ricoverato. Troppo gravi le ustioni di secondo e terzo grado riportate sul 50 per cento del corpo, nella parte anteriore. E dovute, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, alla caduta di un bollitore d’acqua da un piano rialzato.
Sarebbe stato proprio il piccolo a tirare il filo del bollitore mentre si trovava su un girello. La madre, indagata come atto dovuto, aveva raccontato agli investigatori di essersi allontanata per pochi istanti per andare in bagno, per poi precipitarsi nuovamente in cucina per le urla strazianti del bambino. La donna aveva appositamente allontanato il bollitore per evitare che fosse a portata del piccolo, ma il bambino sarebbe riuscito lo stesso a raggiungerlo tirando il cavo.
Era seguita una corsa disperata all’ospedale di Manduria, con la donna in stato di agitazione e il personale medico mobilitato in toto per salvare la vita al piccolo, sottoposto a lungo alle operazioni di rianimazione. Poi il trasferimento a Bari e il ricovero d’urgenza. Le condizioni erano apparse molto gravi.






