Roma, 20 gen. (askanews) – Aumentano i distinguo della Lega sulla politica estera del governo, a trazione Fdi. L’ultimo capitolo in ordine di tempo è il dossier ‘Mercosur’.
Giorgia Meloni – in cambio di diverse concessioni – si è alla fine convinta a dare il via libera dell’Italia all’accordo di libero scambio tra l’Ue e un blocco di paesi dell’America del Sud, tanto che il presidente argentino, l'”amico” della premier, Javier Milei, l’ha ringraziata (“il suo impegno è stato cruciale per il successo di questo negoziato”). Una decisione sostenuta dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Oggi però, giorno della protesta dei trattori a Bruxelles, la Lega si è messa rumorosamente di traverso: il vicepresidente del Senato Marco Centinaio ha esplicitato il ‘no’ al Mercosur paventando “l’invasione” di prodotti del Sud America e ha annunciato: “il nostro voto sarà decisamente contrario”. Così come il responsabile economico Alberto Bagnai: “è inefficace”, ha tagliato corto citando in Tv uno studio della Commissione europea su un impatto dello 0,1% strutturale per l’Italia. Mentre gli eurodeputati salviniani con i Patriots hanno confezionato un ricorso alla Corte di Giustizia sulla compatibilità dell’accordo con i trattati. Posizione che, nelle file delle opposizioni, è condivisa dal Movimento Cinque Stelle (in forza anche loro nella città belga), Avs e dai Verdi europei.







