Milano perde una delle figure che più hanno contribuito a costruirne il ruolo di capitale della moda. Valentino Clemente Ludovico Garavani, per tutti solo Valentino, è morto a Roma all’età di 93 anni. La sua scomparsa segna la fine di una stagione che ha attraversato decenni di creatività, impresa e stile, lasciando un’impronta profonda anche nelle città che ne hanno accompagnato il percorso umano e professionale. La notizia è stata diffusa dalla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, socio e cofondatore della maison. Nato a Voghera l’11 maggio 1932, Valentino iniziò gli studi in una scuola di figurino a Milano, dove apprese l’arte del disegno di moda, per poi formarsi a Parigi lavorando con Jean Dessès e Guy Laroche, portando però sempre con sé le radici lombarde: rigore, misura e attenzione al dettaglio che avrebbero segnato tutta la sua idea di eleganza. Se Voghera rappresenta l’origine, Milano è stata il luogo della crescita e dell’affermazione. Qui trovò un sistema capace di trasformare la creatività in industria culturale e qui portò in scena il suo primo grande progetto espositivo: “L’Atelier delle Illusioni”, tenutosi nel 1985 al Castello Sforzesco per celebrare i suoi 25 anni di carriera attraverso i costumi di scena realizzati per il Teatro alla Scala. Un’esposizione che gli valse anche un’onorificenza presidenziale. Milano fu la città in cui il marchio Valentino entrò stabilmente nel circuito dell’alta moda internazionale, conquistando l’élite culturale e imprenditoriale che avrebbe reso il Made in Italy un linguaggio universale. Decisivo l’incontro con Giancarlo Giammetti, compagno nella vita e nel lavoro.