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Le religioni tradizionali non hanno trovato una strada in Rete, dove crescono i culti più strani, spesso con dinamiche mistico-sciamaniche

"I quattro cavalieri dell'Apocalisse hanno assassinato i loro cavalli e con le ossa hanno realizzato questo enorme meccanismo capace di muovere la terra", parole usate per descrivere il disco Horse Rotorvator da John Balance, uno dei due componenti dei Coil, progetto di musica eso-elettronica venuto fuori dalle viscere d'Inghilterra. Psichedelia, rumori industriali suadenti ed erotici, ellitticamente sposati alla cruda grandezza di un Derek Jarman, per cui sonorizzarono The Angelic Conversation, o di un Clive Barker, per il quale composero la mai utilizzata colonna sonora di Hellraiser, ornata da un dipinto di Trevor Brown che vellica gli appetiti dei collezionisti. La macchina, la tecnica, l'evoluzione ancestrale e progredita, che congiunge tra loro sciamanesimo meccanizzato e sessualità esuberante; i Coil sono stati tra i primi, assieme a William S. Burroughs, Genesis P-Orridge, Lionel Snell, Peter J. Carroll, a sonorizzare incubi plastici e a utilizzare l'avanzare inarrestabile della tecnologia come dinamica mistica. In fondo, Mircea Eliade sottolineava quanto lo sciamano fosse il depositario dei segreti dell'avanzamento tecnico della società, sotto forma di custodia della metallurgia e del fuoco. E su questa scia, Carl Gustav Jung affrescherà l'archetipo dello stregone affine alla figura dell'ingegnere.