Ècaduto in una crepa profonda, solo, ferito e con il freddo che avanzava. A restare in superficie, immobile sulla neve, c’era il suo cane Filip. Ed è stata proprio quella piccola macchia grigia a fare la differenza tra la vita e la morte.

Un legame nato sui sentieri di montagna

Filip è piccolo, peloso e incredibilmente fedele. Un cane Chihuahua con tratti da papillón, ma con un carattere forte. Così lo descrive il suo umano, Jan Gilar, che la scorsa estate europea è caduto in una grietta del ghiacciaio Fee, in Svizzera, ed è stato salvato solo grazie alla presenza del suo cane.

A individuare il punto dell’incidente non è stato un segnale elettronico, né una traccia evidente. È stato un elicottero di soccorso a notare un movimento insolito sulla neve: una piccola macchia grigia ferma su una roccia. Era Filip. Era rimasto lì, ad aspettare.

Jan e Filip amano la montagna. Camminano spesso insieme. Quando Filip si stanca, Jan lo mette in uno zaino apposito e continuano l’escursione. Si fermano a mangiare nei punti più panoramici, riposano quando serve, esplorano la natura senza fretta.