L'inasprimento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Unione europea, dopo l'annuncio di nuove minacce di dazi da parte dell'amministrazione statunitense legate alla controversia sulla Groenlandia sono la causa della scivolata delle Borse di ieri. I principali listini europei hanno chiuso in forte calo, con l'indice Stoxx Europe 600 in flessione dell'ordine dell'1,3%: Cac 40 (Parigi) - 1,78%, Dax (Francoforte) - 1,34%, Ibex 35 (Madrid) - 0,35%. Anche Piazza Affari è stata tra i listini più deboli della giornata, con il FTSE Mib, che ha chiuso a - 1,32%, risentendo in modo particolare della debolezza dei titoli cyclical e growth e 14,4 miliardi di capitalizzazione azzerati in un solo giorno di contrattazioni. Nel complesso, le Borse europee hanno bruciato 225 miliardi di valore complessivo.

Automotive, lusso e tecnologia sono stati i settori più penalizzati, con cali settoriali superiori al 3% nell'arco della giornata. Questo ha riacceso il timore di una guerra commerciale transatlantica, aumentando la percezione di rischio per le aziende europee esposte alle esportazioni Oltreoceano. Una delle dinamiche più evidenti della giornata è stata l'accelerazione dei metalli preziosi. Sia l'oro che l'argento hanno segnato rialzi significativi: l'oro ha guadagnato oltre l'1,4-1,5% fino a circa 4.660 dollari l'oncia, mentre l'argento ha mostrato un incremento intorno al +3%. Questo comportamento riflette un classico spostamento di portafoglio verso asset rifugio in un contesto di crescente incertezza geopolitica e ribassi azionari. Il rally dei metalli preziosi, con valori prossimi a livelli record, indica che gli operatori finanziari stanno premiando la protezione contro la volatilità, piuttosto che la presa di rischio su asset più ciclici.