ROVIGO - Ha appiccato il fuoco all’interno della cella in cui era detenuto, costringendo la Polizia penitenziaria a intervenire d’urgenza e a evacuare l’intera sezione per il fumo sprigionato dalla combustione. Per questi fatti, avvenuti venerdì in carcere a Rovigo, la Procura della Repubblica di Rovigo la Procura della Repubblica di Rovigo procede nei confronti di B.A., cittadino algerino di 31 anni, già detenuto per altra causa e con fine pena fissato al 19 giugno 2027. A darne comunicazione è il procuratore della Repubblica, Manuela Fasolato.
All’uomo vengono contestati, in ipotesi accusatoria, i reati di danneggiamento aggravato e continuato, interruzione di pubblico servizio e danneggiamento di cosa altrui mediante incendio. Secondo quanto ricostruito, il detenuto avrebbe dato fuoco a materasso (che però è ignifugo), lenzuola, vestiti e arredi presenti nella cella, provocando anche il danneggiamento delle pareti a causa del fumo e della combustione.
L’azione, che sarebbe stata compiuta per protesta, non avrebbe generato fiamme di particolare estensione, ma una notevole quantità di fumo, tale da rendere necessario l’intervento immediato del personale di servizio e lo sgombero degli altri detenuti presenti nella sezione. Le operazioni di gestione dell’emergenza hanno comportato l’interruzione temporanea del normale servizio svolto dalla Polizia Penitenziaria all’interno dell’istituto.






