Milano, 19 gen. (askanews) – “Siamo giunti alla trentesima edizione di miart, io dirigo miart ormai da sei anni e sarebbe anche facile questo percorso di crescita portarlo avanti facendo un copia-incolla, ma invece no: esattamente come nel jazz abbiamo deciso di improvvisare, di complicarci la vita, di cambiare veste, di cambiare sede. Ci siamo trasferiti in un nuovo padiglione che per noi è una sfida, ma è una sfida che noi rilanciamo anche al nostro pubblico e alle gallerie. Quello di ripensare un format, un format che si stava consolidando, che è molto solido, che attira gallerie da tutto il mondo, ma che aveva bisogno dal nostro punto di vista di qualcosa di fresco, di nuovo e quindi complicarsi appunto la vita, invece di fare un solo piano abbiamo tre piani, invece di avere tante gallerie e ridurre in metri quadri quindi solo 160 gallerie, ma lavorando estremamente attentamente sulla qualità dei progetti”. Lo ha detto ad askanews il direttore artistico di miart, Nicola Ricciardi, presentando l’edizione 2026 della fiera d’arte moderna e contemporanea di Milano, in programma all’Allianz MiCo in Fiera Milano dal 17 al 19 aprile e intitolata “New Directions: miart, but different”.