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Il musicista e la band hanno preso posizione contro la decisione di Michael Eavis, fondatore del festival, di abbattere decine di tassi selvatici

La mancata partecipazione dei Queen al Glastonbury Festival è diventata una "questione politica". A dirlo è stato Brian May che, sollecitato dalle richieste dei fan su una possibile partecipazione all'evento inglese che si svolge a giugno nel Somerset, ha replicato con un secco "no, mai". I Queen sono stati più volte invitati a esibirsi sul palco della manifestazione musicale, ma da anni la band continua a rifiutare la proposta per un motivo ben preciso: i tassi selvatici.

Il nodo della controversia è legato al fondatore del Glastonbury Festival, Michael Eavis. Da anni l'imprenditore è uno dei fautori dell'abbattimento dei tassi selvatici che vivono nelle campagne britanniche. Pur essendo animali protetti, il loro abbattimento viene motivato come misura per combattere la tubercolosi bovina, una malattia che sempre più spesso colpisce le mucche degli allevamenti che si trovano nel Sommerset. Eavis, che oltre a organizzare il festival è anche un allevatore di bovini da latte, sostiene che uccidere i tassi sia necessario per proteggere il bestiame e l'impresa. E proprio su questo tema May e Eavis si sono scontrati più volte nel corso degli anni.