La nuova giunta Decaro scontenta tutti, a partire da Elly Schlein che aveva trattato in prima persona per l’assessorato a Michele Emiliano, e per una maggiore presenza di donne. Ma tra gli scontenti c’è anche il Pd di Lecce che si esprime con una nota ufficiale contro il presidente Decaro e il segretario regionale: «Noi fuori dall’esecutivo, incomprensibile». Il segretario De Santis risponde: «Certo, non coprono tutte le province e tutte le sensibilità, troveremo un modo per chiudere il cerchio». Tra i quattro assessori del Raffaele Piemontese (Trasporti), Donato Pentassuglia (Sanità), Francesco Paolicelli (Agricoltura), c'è una sola donna Debora Ciliento (Ambiente).

Con una grande super esclusa: la ex presidente del consiglio, vice presidente nazionale del partito emilianista e fedelissima di Schlein Loredana Capone. Da candidata presidente se Decaro non avesse accettato, si trova addirittura fuori dalla giunta. Schlein aveva preteso due donne, e neanche questa richiesta è stata soddisfatta. Segno che Decaro è sì uomo forte del Pd, ma, come per Emiliano, comanda lui il partito e non viceversa. Presidente del Consiglio verrà nominato Toni Matarrelli, che è entrato nel pd solo per candidarsi alle elezioni. Capogruppo sarà Stefano Minerva, ex sindaco di Gallipoli famoso per i suoi ricorsi contro le eradicazioni degli ulivi infetti da xylella. Esclusa dalla giunta anche la più suffragata tra le donne del Pd Elisabetta Vaccarella. Ma la partita non si chiude qui: ora infatti è il momento delle nomine per le partecipate, agenzie, e asl. Anche se la legge voluta nella scorsa legislatura dalla M5S Antonella Laricchia impedisce di candidare i candidati trombati.