Non c'è pace per gli abitanti della Val Graveglia che sono costretti a fare i conti con i disagi dovuti alle sempre più frequenti frane che si verificano lungo la provinciale. Domenica sera è avvenuto un distacco di materiale roccioso in località Ceseina, così la strada 26 della Val Graveglia è stata chiusa al chilometro 12 solamente in via esclusivamente precauzionale per garantire la sicurezza di tutti. Ieri sera l'assessore ai lavori pubblici Fabrizio Podestà, insieme ai tecnici della Città Metropolitana di Genova si è recato sul posto per verificare la situazione: "Sulla strada è arrivato un masso che ha spostato uno dei cubi in cemento, io l’ho visto già risistemato, e un po' di pietre di più piccole dimensioni. Tutto è rimasto dietro alla barriera di cubi di cemento, il quel punto al momento non si stanno verificando movimenti mentre dalla sommità della cava ogni tanto si sentono movimenti di pietre anche di discrete dimensioni che precipitano all’interno della cava".

Questa mattina verranno effettuati i controlli da parte dei geologi e da parte dell’ingegnere dell’ASL per valutare se continuare i lavori con la strada chiusa oppure riaperta. Proprio nei giorni scorsi si è tenuto il tavolo tecnico indetto da Regione Liguria al quale hanno partecipato l’Ufficio Attività Estrattive di Regione Liguria, l’ASL, Città Metropolitana, L'Amministrazione Comunale, i Carabinieri del Nucleo Forestale, i rappresentanti della società Cave Marchisio e due osservatori del Comitato spontaneo "Insieme si può per la val Graveglia" per affrontare il tema della messa in sicurezza definitiva della cava Ceseina in val Graveglia. A novembre scorso infatti si è verificata una frana che ha fatto chiudere la strada provinciale dividendo in due la vallata: «Chiediamo una soluzione stabile, non l’ennesimo intervento tampone. Chiediamo di poter vivere senza la paura che una pioggia più intensa, o un inverno più rigido, ci riporti all’isolamento totale. Chiediamo che i nostri figli possano andare a scuola su strade degne di questo nome. Chiediamo che chi vive qui abbia gli stessi diritti di chi abita altrove. Questa è una valle che ama la sua terra e non chiede privilegi: chiede sicurezza. Chiede di non essere dimenticata».