Dodici anni fa Aaron Foster salvò una giovane una femmina di cane da una tempesta di neve e le trovò una nuova casa. Credeva di averle garantito un futuro sicuro. Nel gennaio 2026, una telefonata da un rifugio a oltre 830 chilometri di distanza ha riaperto quella storia, riportando Sadie da lui.
Un incontro nella tempesta
Come racconta il sito People tutto ha avuto inizio nel gennaio del 2014 quando Aaron Foster usciva da un edificio per uffici a Boulder, in Colorado, e ha visto un cane correre da solo sotto una fitta nevicata. Non c’era nessuno intorno, solo il vento e la neve.
“L’ho convinta a entrare, le ho dato da mangiare e l’ho riscaldata. Aveva un collare e una medaglietta antirabbica, ma nessun nome o numero di telefono”, racconta Foster a People.
Il giorno dopo, con l’aiuto di un veterinario, è riuscito a risalire ai proprietari. Ma la risposta che ha ricevuto lo ha lasciato senza parole: “Dissero che vivevano in un piccolo appartamento e che lavoravano entrambi fuori casa tutto il giorno, e che lei era semplicemente troppo impegnativa”, ricorda.






