Anove anni dalla strage di Rigopiano, il sindaco di Farindola, Luca Labricciosa, denuncia l'assenza di risposte concrete da parte delle istituzioni e lancia, a poche ore dalla commemorazione per il nono anniversario della tragedia che provocò 29 vittime, l'appello su viabilità montana e ricostruzione, sostenendo che in questi anni sono state dette "molte parole", ma realizzati "pochi fatti".

In mattinata si sono svolte le commemorazioni a Chieti e Montesilvano, nel pomeriggio a Rigopiano. Sul luogo del disastro, nonostante la pioggia e il freddo, circa un centinaio di persone ha preso parte alla cerimonia: presenti rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell'ordine e del volontariato, oltre ai familiari delle vittime.

Alla vigilia del decennale, il sindaco chiede che la memoria diventi un impegno concreto, "una scadenza di risultati", ricordando come, a distanza di nove anni, il tessuto economico e sociale del territorio resti profondamente segnato: "attività cessate, famiglie costrette ad andare via e una ferita che - sottolinea - resta ancora aperta". Tra le priorità indicate da Labricciosa c'è l'urgenza di interventi sulla viabilità montana. "Non è accettabile che ogni autunno e inverno vaste aree restino di fatto isolate», denuncia il primo cittadino, facendo riferimento alla pedemontana che collega le province di Teramo, Pescara e L'Aquila. Secondo il sindaco servono opere strutturali sui tratti più critici, sistemi di monitoraggio e piani operativi condivisi per garantire collegamenti sicuri tutto l'anno. Altro nodo centrale è la ricostruzione economica e il ritorno dell'ospitalità. "Dieci anni fa albergo e camping non erano solo strutture, ma un motore di lavoro e indotto per l'intera Valle Vestina", ricorda Labricciosa, chiedendo l'avvio di un percorso tecnico-amministrativo per consentire una nuova offerta ricettiva, anche attraverso eventuali delocalizzazioni in aree più sicure sotto il profilo valanghivo, idrogeologico e sismico. Un progetto che, sottolinea, potrebbe creare occupazione stabile e ridare futuro a un territorio colpito duramente dalla tragedia.