Prezzi della CO2 in crescita in questo inizio di 2026: il costo dei permessi di emissione legati al sistema Ets europeo (European emission allowances) puntano verso l’alto. Venerdì 16 gennaio il future di riferimento ha chiuso a 92,2 euro alla tonnellata: il valore più alto di una corsa iniziata nella primavera del 2025, dopo il picco minimo toccato ad aprile a 62,5 euro alla tonnellata. Da allora, la salita è stata continua, con i 70 euro superati a maggio, gli 80 a ottobre, i 90 ora all’inizio di gennaio. Si torna ai livelli di aprile 2023, dopo che a febbraio dello stesso anno il prezzo aveva superato la soglia record di 100 euro a tonnellata.

Per anni i prezzi della CO2 hanno viaggiato sotto i 10 euro, per poi cominciare dopo il 2020 una crescita impetuosa fino ai valori attuali: in 5 anni i rincari sono stati del 190%. Negli ultimi 3 mesi l’aumento ha toccato il 18%, +4,5% solo nell’ultima settimana.

Motivi della crescita

Motivi? Alcuni analisti indicano il recente aumento dei costi del gas naturale, legato a un’ondata di freddo che ha spinto e continuerà a spingere i consumi di gas per il riscaldamento, e la riduzione dell’approvvigionamento di energia nucleare dalla Francia - dopo che una centrale da 4 gigawatt è stata messa fuori servizio a causa dei danni causati dalla tempesta Goretti - con conseguente maggiore produzione di impianti che bruciano combustibili fossili. Tutti fattori che dovrebbero stimolare la domanda di permessi di emissione.