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Nella città dell’accoltellamento: quasi 20mila stranieri arrivati in vent’anni. Diverse zone fuori controllo. Piantedosi: "Entro fine mese ok al nuovo pacchetto sicurezza"

La Spezia è un fazzoletto di 51 chilometri quadrati incastrato tra le colline e il mare, in un incrocio geografico che scombina le certezze della geografia politica e ne storce le linee: assolutamente ligure, ma pure un po’ Toscana e con qualche ammiccamento alla vicina Emilia. Questo giusto per dire che una città di mare, marinai, marineria, container, navi, porti e arsenali, da sempre conosce arrivi e partenze.

Ma negli ultimi anni, a partire dagli inizi del Duemila, i flussi migratori hanno travolto una zona che fino agli anni Novanta aveva conosciuto quasi esclusivamente migrazioni interne, dovute alle attività militari e mercantili. Un flusso che ha modificato i lineamenti e le abitudini di una cittadina che, fino ad allora, era rimasta - come gran parte della Provincia italiana - immune dai grandi cambiamenti sociali che stavano sobollendo nelle pentole a pressione delle grandi periferie delle metropoli, laddove si stava incubando l’attualità che ben conosciamo.