Youssef Abanoud Safwat Roushdi Zaki, 18 anni, era nato a Fayyum vicino a Il Cairo ma viveva alla Spezia da anni assieme alla sua famiglia, il padre è un capocantiere molto apprezzato per un'azienda spezzina.
Youssef, che gli amici e i compagni di scuola chiamavano con il soprannome di 'Abu', era uno studente e un ragazzo tranquillo.
Abanoud Youssef aveva la doppia nazionalità, egiziana e italiana. Aveva cercato e trovato, nell'Istituto tecnico Einaudi-Chiodo della Spezia, una possibilità di futuro e ce l'aveva fatta: sarebbe diventato un artigiano elettricista, una certezza di occupazione, e quindi di futuro, soprattutto nell'operoso polo spezzino. Di lui si sa che era irreprensibile a scuola, perfettamente integrato: buoni voti, timido ma solare, voglia di andare avanti e di crescere: pochi social ma una vita da diciottenne con un alto senso della famiglia. Nel tempo libero infatti lavorava come cameriere in una pizzeria del centro per aiutare padre, madre e le sue sorelle. Insomma un 'bravo ragazzo' lo raccontano e descrivono tutti quelli che lo hanno conosciuto, dagli insegnanti ai vicini di casa. Non era compagno di classe di Zouhair Atif, quello che poi sarebbe diventato il suo assassino, ma erano compagni di scuola e sapeva chi era anche perché conosceva fin da piccola la ragazza che frequentava Atif.













