VENEZIA - L’ufficialità arriverà solo la settimana prossima, ma ormai l’annuncio dovrebbe essere poco più che una formalità: Andrea Martella sarà il candidato sindaco di Venezia per il centrosinistra. Il tavolo di coalizione che si è riunito nei giorni scorsi ha concordato quasi all’unanimità sul nome del senatore e segretario regionale del Partito democratico. Oggi sarà la giornata del verdetto dei circoli: il Pd si riunirà in tre assemblee (una in centro storico, due in terraferma) per valutare il “sentiment” della base. A meno che Martella non abbia (a sua insaputa) qualche serpe in seno, i dem dovrebbero tutti remare nella stessa direzione e dargli l’ultima benedizione che serve per tornare, tra pochi giorni, di nuovo al tavolo e ufficializzare una volta per tutte il mandato per la sfida elettorale della prossima primavera.
Non dovrebbe esserci nessun ostacolo anche perché non c’è mai stata una reale alternativa. Il nome di Martella è stato proposto alla coalizione mesi fa, ben prima delle elezioni regionali, e da allora nessuno ha mai contrapposto qualcun altro. C’è stato un fronte, inizialmente, che sembrava spingere più per l’ex assessore Alessio Vianello ma è una strada che si è interrotta quasi subito. Nel frattempo si è perso qualche pezzo durante il tragitto: Giovanni Andrea Martini, a capo della sua coalizione di liste civiche “Tutta la città insieme”, è stato il primo a defilarsi e a candidarsi da solo. Poi c’è l’altra gamba civica della squadra, Marco Gasparinetti, che ha scelto di prendersi del tempo dopo la delusione della mancata elezione in Consiglio regionale. Attualmente del tavolo di lavoro “La stagione buona” fanno parte Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle, Venezia è Tua, Italia Viva (anche se l’attuale capogruppo in Consiglio comunale, Cecilia Tonon, ha espresso più volte forti dubbi sulla candidatura di Martella), Volt Europa, Partito socialista italiano, Più Europa e Radicali.






