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16 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 13:40

“La situazione sulla scena internazionale sta peggiorando sempre di più, non credo che nessuno possa contraddirlo, i conflitti di lunga data si stanno intensificando”. Ieri e oggi, dopo un lungo silenzio, per la prima volta nel 2026, Putin ha parlato di politica internazionale. È accaduto giovedì durante una riunione con gli ambasciatori nella Federazione. Ha asserito che nuovi, e gravi focolai stanno emergendo sulla scacchiera internazionale, ma non ha menzionato il nome dell’omologo statunitense quando ha dichiarato: “Sentiamo un monologo da parte di coloro che, per diritto di forza, ritengono lecito dettare la propria volontà, fare la predica agli altri e impartire ordini”. Due giorni prima il ministero degli Esteri russo Lavrov era stato molto più diretto: ha accusato Washington di portare disordine nel mondo con il raid in Venezuela e le minacce all’Iran, le operazioni Usa indicano che “la linea dei nostri colleghi americani sia rompere l’intero sistema che è stato creato per molti anni con la loro partecipazione”.

Oggi, della crisi in Iran e del Medio Oriente che rischia di finire in fiamme in toto, il numero uno del Cremlino ha parlato con Bibi Netanyahu rendendo nota la posizione di Mosca: c’è per avviare un dialogo costruttivo, uno sforzo diplomatico, evitare l’escalation. E poi Putin ha chiamato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian: “I dettagli saranno annunciati in seguito”, ha affermato il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov.