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I Dem cercano e trovano l’intesa col centrodestra (come Azione e renziani). Rottura sul lato dei grillini che si smarcano ancora
Il via libera al dodicesimo pacchetto di aiuti per l'Ucraina supera l'esame del Parlamento, con una coda di sfogo da parte del ministro della Difesa Guido Crosetto: "Lo spirito con cui l'Italia ha aiutato l'Ucraina fino ad oggi è stato quello di impedire che chi voleva distruggere e piegare la popolazione ucraina potesse farlo. Di questo qualcuno di voi si vergognerà, io me ne sento orgoglioso" dice in Aula alla Camera. La risoluzione del governo, nella quale viene ribadito il sostegno a Kiev, incassa l'astensione del Pd. Il copione si inverte con la maggioranza che vota il testo dem. L'Aula boccia le risoluzioni di Avs e M5s, che chiedevano lo stop agli aiuti militari per l'Ucraina. Passa invece con riformulazione il testo di Più Europa con il voto della maggioranza. Nel centrodestra lo strappo è in casa Lega con due deputati che votano contro mentre al Senato Enrico Borghi non partecipa al voto. No anche da parte dell'ex parlamentare Fdi Emanuele Pozzolo (oggi vicino a Roberto Vannacci). Nel campo largo lo strappo più vistoso è tra Pd e M5s. Nella risoluzione grillina c'è la richiesta al governo di revocare sin da subito tutti gli aiuti militari all'Ucraina. Nel testo di Schlein e Provenzano c'è la richiesta opposta: sostenere e rinnovare l'impegno alla battaglia dell'Ucraina.






