Ora è tempo di festeggiare e nello studio dell’avvocato Giuseppe Iannaccone si alzano i calici. L’occasione è speciale, è arrivato il proscioglimento di Chiara Ferragni nel processo sul “Pandoro Gate”. Un finale che lei stessa definisce “la fine di un incubo” nell’intervista resa a Giuseppe Guastella sul Corriere. Racconta Chiara: “Appena ho sentito ‘articolo 531’ ho abbracciato Giuseppe, mi sono messa a piangere, singhiozzavo. Sembrava una scena da film. So benissimo cosa significa quell’articolo, come conosco quelli che portano alla condanna”.
Nel codice di procedura penale, infatti, l’articolo 531 stabilisce che il giudice deve pronunciare una sentenza di non doversi procedere (proscioglimento). Due anni durissimi, racconta, in cui “tutte le cose che potevano andare male sono andate male”, ma con la convinzione che “non c’era nessun elemento per parlare di una truffa”. La Ferragni, insomma, ammette errori, ma respinge ogni ombra di dolo. “Eravamo all’apice del nostro successo… perché mai avremmo dovuto fare qualcosa di irregolare?”.
CHIARA FERREGNI PROSCIOLTA, "REATO ESTINTO": SI CHIUDE IL PANDORO-GATE
Chiara Ferragni prosciolta. Si chiude con quella che si potrebbe definire un'assoluzione di fatto il caso giudiziari...











