Città del Vaticano, 15 gen. (askanews) – “Sono molto commosso nell’incontravi”. Così Papa Leone si è rivolto ai familiari della tragedia di Crans-Montana, in Svizzera, ricevuti in Vaticano. “Volevo avere opportunità di condividere in momento di prova della nostra fede”, ha poi detto il Pontefice che si è chiesto, davanti a questo dramma: “Perché Signore, perché…”.

“Una delle persone a voi più care, più amate, ha perso la vita in una catastrofe di estrema violenza, oppure si trova ricoverata in ospedale per un lungo periodo, con il corpo sfigurato dalle conseguenze di un terribile incendio che ha colpito l’immaginario di tutto il mondo”, ha quindi affermato il pontefice rivolgendosi ai familiari raccolti per incontrarlo. “E questo nel momento più inaspettato, in un giorno in cui tutti gioivano e festeggiavano per scambiarsi auguri di gioia e felicità”, ha, quindi voluto sottolineare papa Prevost.

“Cosa dire in una circostanza simile? Quale senso dare a tali eventi? – ha, quindi domandato – Dove trovare una consolazione all’altezza di ciò che provate, un conforto che non sia costituito da parole vane e superficiali, ma che tocchi nel profondo e ravvivi la speranza?”.

“L’affetto e le parole umane di compassione che vi rivolgo oggi sembrano molto limitate e impotenti. D’altra parte, il Successore di Pietro che siete venuti a incontrare oggi ve lo afferma con forza e convinzione: la vostra speranza non è vana, perché Cristo è veramente risorto!”. Queste le parole di dolore ma, nello stesso tempo di speranza, che Papa Leone XIV ha voluto rivolgere ai familiari delle vittime dell’incendio a Crans-Montana in Svizzera, ricevuti in udienza in Vaticano.