Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
15 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 12:11
“Anche Luigi Gasperin è libero. Ora è nella sede della nostra ambasciata a Caracas. Nei giorni scorsi avevamo ottenuto l’ordine di scarcerazione. Stanotte è uscito dal carcere“. Con un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato l’arrivo negli uffici della diplomazia italiana dell’imprenditore con doppia cittadinanza. Sei giorni fa il sito Armando.info aveva annunciato che il suo nome rientrava nella lista dei 250 prigionieri che Delcy Rodriguez (nella foto) aveva deciso di liberare dopo la caduta di Maduro. Ma di fatto in questi giorni è rimasto dietro le sbarre, in attesa che una delle amministrazioni venezuelane – spiega la Farnesina – rendesse esecutivo l’ordine di scarcerazione. Cosa che è avvenuta solo nelle ultime ore. Gasperin è “provato ma in condizioni stabili”, ha spiegato il ministero in una nota, aggiungendo che il connazionale “ha annunciato che vorrebbe rimanere in Venezuela e tornare alla città di Maturín (Stato Monagas) dove si trova la sua azienda”.
Gasperini era recluso da agosto presso una struttura detentiva, ma non in un carcere vero e proprio. E il suo nome non risulta nell’elenco dei detenuti politici, considerate le dinamiche dell’arresto. Era finito in manette il 7 agosto dell’anno scorso a Maturin, nello stato di Monagas, e detenuto in un centro nella zona di Prados del Este nella capitale venezuelana. Con solo passaporto italiano l’imprenditore 77enne era stato fermato – secondo quanto si apprende – in seguito ad un controllo sulla presunta detenzione, trasporto e uso di materiale esplosivo – di norma destinati per attività petrolifere – presso gli uffici di una società, di cui era socio di maggioranza e presidente. Stando alle rivelazioni della testata di inchiesta Armando.info si sarebbe trattato di un complotto fake, ordito dal ministro Cabello.











