PADOVA. Annabella Martinelli che sfila, in sella alla sua bicicletta viola, inghiottita dal buio della notte dell’Epifania. Con la bocca coperta da una sciarpa, il berretto calato fino agli occhi e, sulle spalle, uno zainetto bordeaux. È una delle ultime immagini della 22enne, che ormai da nove giorni sembra essere sparita nel nulla. La procura ha autorizzato i carabinieri a diffonderla, nella speranza che possa arrivare alle persone giuste, in grado di aiutare gli inquirenti a mettere insieme i pezzi di questo giallo.
Il fotogramma è tratto dal video ripreso alle 22.18 del 6 gennaio dalle telecamere di videosorveglianza installate all’esterno del distributore di Selvazzano Dentro. Delle 22.54 davanti al municipio di Teolo, e poi delle 23.06 a Villa di Teolo, immagini di poco dissimili: le ultime fotografie di Annabella.
La ragazza, studentessa di Giurisprudenza a Bologna, aveva lasciato la sua casa di Padova, dove vive insieme ai genitori e al fratello, tre ore prima. Avrebbe trascorso la serata da un’amica: questa la versione raccontata alla mamma. E invece ha inforcato la sua bicicletta viola e si è addentrata sui Colli Euganei, percorrendo almeno venticinque chilometri in salita, con temperature scese a meno quattro gradi. Lungo il percorso - riferisce il Mattino di Padova - avrebbe incontrato anche una ragazza, Giulia, di 19 anni - che, vedendola in difficoltà, si è offerta di aiutarla. In auto, stava affrontando la serpentina di tornanti che attraversa i Colli. «Ho messo le quattro frecce e ho fatto scendere il finestrino del conducente. Volevo capire cosa stesse facendo in quel posto desolato e a un orario decisamente insolito» ha riferito la ragazza. «Le ho chiesto se aveva bisogno di qualcosa, se la catena della bicicletta era caduta o aveva bisogno di un passaggio. Io stavo salendo verso il centro di Teolo». Annabella stava conducendo la bicicletta a mano, ma ha negato qualsiasi aiuto. Così la 19enne, dopo aver provato a insistere, ha deciso di proseguire. Letti i giornali, due giorni dopo, ha immediatamente chiamato i familiari della ragazza per riferire l’episodio, ed è poi stata contattata a sua volta dai carabinieri.










