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Aggredito, il padrone di casa si è difeso con un coltello. Morto in ospedale, 200 parenti assediano la struttura

Il tentativo di furto in una villetta in provincia di Varese è finito in tragedia dopo che uno dei tre ladri coinvolti è morto per essere stato ferito con un pugnale dal proprietario di casa che tentava di difendersi durante una colluttazione nata con il malvivente.

Erano circa le 11 ieri quando due ladri (il terzo complice li attendeva in macchina, ndr) si sono introdotti in una casa singola con un bel giardino in via Montello, a Sant'Antonino di Lonate Pozzolo, dopo aver forzato un accesso. Dalla ricostruzione è evidente che i malviventi erano convinti che l'abitazione presa di mira fosse vuota. All'interno invece ci hanno trovato il proprietario, lo svizzero Jonathan Rivolta, 37 anni, dj e comproprietario di un locale ginevrino, che abita lì con i genitori. Allertato dal citofono (al quale però non ha risposto perché era ancora a letto, semi addormentato dopo aver lavorato di notte), una volta sceso in cucina si è trovato davanti i due sconosciuti e li ha affrontati in un violento corpo a corpo. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori dell'Arma, durante la colluttazione Rivolta è stato colpito al volto con diversi pugni, ma è riuscito a reagire afferrando il pugnale da caccia di un kit di sopravvivenza da trekking con il quale ha colpito al fianco uno dei due intrusi. Dopo il ferimento, infatti, i due ladri sono fuggiti rapidamente - lasciando una lunga scia di sangue dalla porta al cancello - a bordo della vettura sulla quale li attendeva, appunto, il loro complice. Dopo circa mezz'ora di strada, però, il ferito, che continuava a perdere sangue e aveva perso i sensi, è stato scaricato dai suoi complici davanti all'ospedale Fornaroli di Magenta, in provincia di Milano, probabilmente nella speranza che così si potesse salvare. Le condizioni dell'uomo, però, erano disperate e i chirurghi del pronto soccorso non sono riusciti a tamponare l'emorragia. Si tratta di un pluripregiudicato di etnia rom di 37 anni, Adamo Massa, residente in un campo rom di Torino e per alcune ore il suo anomalo abbandono davanti all'ospedale non è stato collegato alle conseguenze del tentativo di rapina in provincia di Varese. Quando si è sparsa la notizia che Massa era morto circa 200 persone, tra parenti e amici della vittima, si sono radunate fuori dall'ospedale per chiedere la restituzione del cadavere, creando una serie di tensioni anche con il personale per arginare le quali sono dovuti intervenire carabinieri e polizia. Ad un certo punto la folla ha addirittura divelto una porta del pronto soccorso. Quando a metà pomeriggio dalla struttura è uscita in carrozzina la madre di Massa in lacrime, accompagnata da uno dei suoi figli, la gente si è subito stretta alla donna per tentare di consolarla e l'hanno accompagnata alla macchina.