Una iniezione di capitale per espandere le capacità sperimentali ad alta produttività di Rara Factory, spin-off (fondata nel 2024 da quattro professori dell’Università Ca’ Foscari Venezia) deep-tech che accelera la scoperta di nuovi materiali alternativi alle terre rare attraverso l’intelligenza artificiale guidata dalla fisica.
Iniezione di capitale
La società ha raccolto 3,2 milioni nel round di investimento sostenuto da Primo Capital, tramite il fondo Primo Climate, Cdp Venture Capital SgrR tramite il Fondo Acceleratori e da un gruppo di business angel. L’operazione è destinata a investimenti mirati in infrastrutture di laboratorio e strumentazione avanzata per la sintesi e la caratterizzazione completa di nuovi materiali alternativi per applicazioni industriali in settori strategici quali energia, mobilità, aerospazio, rimuovendo la dipendenza da terre rare e altri materiali critici. «L’esempio principe è quello dei magneti - spiega Stefano Bonetti, lead founder e professore di Fisica sperimentale della Materia - Quelli attuali contengono il Neodimio, sul quale la Cina ha il monopolio. Oltre a essere una terra rara, la sua estrazione è estremamente inquinante. Se poi i prezzi si alzano, per alcune aziende italiane ed europee che li utilizzano il rischio è di andare fuori mercato».








