Una settimana dopo che il presidente dell'Assemblea nazionale, Jorge Rodríguez, annunciasse il rilascio di un "numero significativo di prigionieri politici", nelle ultime ore sono stati liberati undici giornalisti e operatori dei media venezuelani dalle carceri del Paese. Lo riferisce il Sindacato Nazionale degli Operatori della Stampa (SNTP).
Altri 24 sono ancora detenuti. Il sindacato ha ribadito che tutti questi arresti non erano legati ad attività criminali comprovate, ma piuttosto alla pratica del giornalismo indipendente, alla diffusione di opinioni critiche o all'attivismo politico dei giornalisti.
Intanto, secondo il primo sondaggio condotto dopo la cattura di Nicolas Maduro, commissionato dalla rivista britannica The Economist, quasi la metà dei venezuelani sostiene una qualche forma di supervisione da parte degli Stati Uniti durante la transizione. Due terzi degli intervistati chiedono nuove elezioni, con il 91% che ne chiede lo svolgimento entro un anno o meno. Grave crisi di popolarità invece per la presidente ad interim, Delcy Rodriguez: solo il 10% sostiene che possa completare il suo mandato fino al 2031, e solo il 13% ha un'opinione favorevole di lei.
Dati che rivelano un ampio sostegno tra i venezuelani all'azione statunitense che ha assicurato il leader venezuelano alla giustizia e di fatto segnano un drastico cambiamento nel sentimento pubblico dopo anni di crisi, con Trump visto da molti come un catalizzatore di speranza.











