Tecnicamente è un proscioglimento, anche se il risultato finale – rispetto a una assoluzione nel merito, che non c’è stata – non cambia: dal processo ormai noto come Pandoro Gate Chiara Ferragni e i suoi due coimputati escono indenni, al netto dei risarcimenti versati.

Il processo abbreviato all’imprenditrice e influencer si è chiuso così, oggi, almeno in primo grado. E questo perché il giudice della terza sezione penale di Milano, Ilio Mannucci Pacini, non ha riconosciuto l'aggravante contestata dai pm della minorata difesa dei consumatori o utenti online, che rendeva il reato di truffa procedibile anche senza una denuncia. Per il reato di truffa semplice – in base alla riforma Cartabia – c’è bisogno di una querela di parte: ma un anno fa il Codacons aveva ritirato proprio la sua querela in seguito a un accordo risarcitorio con la influencer, che aveva versato 200mila euro in beneficenza. Di conseguenza, il tribunale ha disposto il proscioglimento per estinzione del reato riqualificato in truffa semplice.

Il proscioglimento in questo caso, quindi, arriva per “improcedibilità”: mancando, cioè, la querela di parte, il giudizio non può andare avanti e quindi il giudice ha stabilito il ''non luogo a procedere per accettazione di remissione di querele''.