Il suicidio assistito è "espressione di una modernità che pare non tollerare più il limite": è quanto ha osservato l'arcivescovo di Spoleto, monsignor Renato Boccardo, presidente della Conferenza episcopale umbra, in uno dei passaggi della sua omelia nel solenne pontificale in onore di San Ponziano, patrono della città di Spoleto e dell'intera archidiocesi.

Il presule ha poi citato il pianista Giovanni Allevi, affetto da mieloma multiplo: "Nulla ti dona la consapevolezza della sacralità della vita come la sofferenza".

Monsignor Boccardo ha avviato l'omelia con un'altra citazione, dello scrittore Evelyn Arthur Waugh a proposito di alcuni martiri inglesi: "Noi siamo gli eredi della loro vittoria, e godiamo di tutto ciò che essi hanno conquistato con la morte".

"E noi spoletini - ha detto il presule - possiamo affermare che anche il nostro San Ponziano 'morì per vincere'.

'Morire per vincere', però, sono parole che possono descrivere pure certe posizioni che si stanno diffondendo anche in Italia, intese a permettere ai malati terminali di porre fine alla propria vita, come già avviene in altri Paesi che rendono il suicidio legale e, quasi, da promuovere. Lo abbiamo visto ancora recentemente, quando il suicidio assistito delle famose gemelle è stato presentato e celebrato sotto l'egida dell'autodeterminazione e della dignità, classificato come una 'scelta libera', ma in realtà espressione eloquente di una modernità che pare non tollerare più il limite, la fragilità o il declino".