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Il leader di Democrazia Sovrana Popolare ritiene che le periferie siano fuori controllo anche "a causa della migrazione e della globalizzazione selvaggia"

In Italia esiste, anche se non è rumorosa, una sinistra che vive fuori dalla Ztl e che si sta rendendo conto che l'Italia non è patinata come l'avevano sempre immaginata. È la sinistra che sta guardando in faccia la realtà e che ha deciso di votare "sì" al referendum della Giustizia per la separazione delle carriere. La sinistra che potrebbe definirisi coerente con sé stessa nel portare avanti un progetto che per anni è stato tra le carte dei governi a guida Pd, e non solo, e che oggi trova sbocco con il governo a guida FdI. Ma finalmente trova la sua quadra: boicottarlo per questione ideologica appare quanto meno ipocrita. Il fronte del "Sì" nel frattempo si allarga e imbarca pezzi di un mondo operaio e popolare che non si riconosce più nelle battaglie dei radical chic, ma chiede il diritto fondamentale alla sicurezza e Marco Rizzo, che ha cambiato col tempo posizionamento rispetto alla sinistra, ha dato la propria indicazione per il "sì".