Milano, 13 gen. (askanews) – “Noi non siamo uno stabilimento grande, ma un grande stabilimento”, dice dal palco allestito per l’occasione il direttore Stefano Lorenzon che ha deciso di far fermare per un giorno l’impianto di Gaglianico per festeggiare, con i suoi 68 dipendenti, il passaggio della fiamma olimpica. In effetti non manca l’orgoglio in questo stabilimento nel Biellese che Coca Cola ha deciso di far ripartire, dopo otto anni di fermo, nel 2021, affidandogli una sfida: creare un hub innovativo per la produzione di preforme di bottiglie in plastica riciclata (rPet) destinate ai prodotti del mercato italiano. E dal 2023, da quando è partita a tutti gli effetti la produzione, sono stati circa 3 miliardi (2,6 per la precisione) le preforme realizzate, per un totale di circa 50mila tonnellate di plastica riciclata.

Numeri che da soli non bastano a rendere l’idea di quello che succede in questo stabilimento, 30 milioni di euro di investimenti per fare in modo che la plastica con cui è fatta ogni bottiglia di Coca Cola bevuta lungo lo Stivale sia alla sua seconda o terza vita. “Il Pet è un materiale nobile che è riciclabile all’infinito – avverte il direttore dell’impianto Lorenzon – Oggi a Gaglianico si produce il 100% della resina riciclata utilizzata da Coca Cola Hbc italia in tutti i nostri stabilimenti produttivi. Abbiamo una capacità produttiva totale di 30mila tonnellate di resina che equivale a 750-800 milioni di preforme, a seconda delle dimensioni della bottiglia”.