Figure sinistre, cortocircuiti, mutismo selettivo. Vietato dire «Trump» o «Meloni». Sta’ a vedere che Trentini s’è liberato da solo. Deposto Maduro, non dalla Schlein ma dal ciuffone, il cooperante è stato liberato dopo 423 giorni. Era prigioniero del dittatore rosso in difesa del quale una parte della sinistra è scesa in piazza senza sapere nulla di Caracas, sentito al massimo nella vecchia pubblicità del rum. Nel profluvio di comunicati ciclostilati di Pd, 5Stelle e Avs – c’è più fantasia negli auguri natalizi via WhatsApp – non c’è traccia del presidente americano né della premier. La quale però, ci arriviamo tra poco, fino all’altroieri veniva accusata dagli stessi di incapacità, come nel caso di Cecilia Sala, pure lei liberata mentre le agenzie battevano intemerate dell’opposizione e dei suoi maître à penser.
MESSAGGI COPIA-INCOLLA
Così ieri la Schlein: «Alberto Trentini è finalmente libero! È stato liberato insieme a Mario Burlò. È una splendida notizia che ci dà tanta gioia, il nostro abbraccio stretto alla sua famiglia e all’avvocata Ballerini, e il nostro ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato per riportarlo a casa». E chi saranno i «tutti coloro»? Chissà. Così Conte: «Accogliamo con grande gioia la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò. Ci stringiamo forte ai loro cari, che hanno vissuto tantissimi giorni di sofferenza e rivolgiamo il nostro ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato e si sono impegnati per farli tornare a casa». Davvero in gamba questi «tutti coloro»! Così Fratoianni: «Ringraziamo ogni persona che abbia contribuito alla liberazione e ci stringiamo con un grande abbraccio interno alla sua famiglia, che per oltre un anno ha fatto di tutto affinché la vicenda di Alberto non venisse dimenticata dalle istituzioni». Evviva «ogni persona»! Lo stesso Fratoianni, capo di Sinistra Italiana, sui social l’8 settembre strillava così: «Le parole della madre di Trentini oggi sono un macigno, rappresentano un vero atto di accusa verso Giorgia Meloni e il suo governo. Perché per nove mesi di detenzione infatti le autorità italiane non hanno mosso un dito. A ogni occasione si dicono patrioti, quando poi c'è da proteggere un nostro concittadino spariscono. Quando si tratta invece di accompagnare a casa un criminale con un volo di Stato sono più che celeri».






