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I consulenti della famiglia Poggi hanno presentato una nuova perizia che sposterebbe ancora una volta l'attenzione su Alberto Stasi: ecco cosa dicono
Mentre le nuove indagini sul delitto di Garlasco sembrano portare a ben altre soluzioni, la famiglia Poggi torna a far sentire la propria voce, presentando una perizia che riporta l'attenzione su Alberto Stasi, già condannato a 16 anni per l'omicidio di Chiara. Questa mattina i consulenti della famiglia hanno infatti depositato una relazione che introduce nuovi elementi da tenere in considerazione per ricostruire la dinamica dei fatti.
I punti principali alla base di questa nuova perizia, sono il luogo dell'aggressione, e le tracce di DNA rinvenute. Per quanto concerne il luogo in cui sarebbe cominciata l'azione omicidiaria, i consulenti escludono le scale, mentre indicano la cucina. Secondo questa ricostruzione, Chiara sarebbe stata inizialmente aggredita nel locale colazione della villetta, poi l'azione sarebbe proseguita altrove. Come prova, la famiglia Poggi ha presentato il DNA rinvenuto sulla cannuccia rinvenuta all'interno di una confezione di Estathé trovata in cucina. DNA ovviamente appartenuto ad Alberto Stasi. In questo modo, secondo i Poggi e i loro consulenti, Stasi sarebbe collocato sulla scena del crimine in modo incontrovertibile. "Per noi l'aggressione comincia proprio lì, in cucina", ha ribadito il consulente Dario Redaelli. Stessa linea anche da parte dell'avvocato Gian Luigi Tizzoni, che nega la possibilità che vi siano altri colpevoli.









