"L'Europa oggi vive un periodo segnato da fragilità, divisioni e fratture non solo politiche o sociali ma anche storiche e culturali.
Difficoltà che la riportano alle sue radici, alle sue origini.
In questi contesti, il cristianesimo non offre soluzioni tecniche, ma propone valori, valori umani essenziali". Lo ha sottolineato il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, nell'omelia della messa a Saint-Michel-et-Gudule, la cattedrale di Bruxelles che celebra i suoi 800 anni.
Le origini cristiane dell'Europa ricordano che "la dignità della persona precede ogni calcolo, che la giustizia cresce includendo e non separando, che la pace consiste nel rispetto degli altri e non nel mantenimento di un equilibrio tra le due parti. Questa è una proposta sobria ma decisa che non cerca di imporsi ma di illuminare le coscienze", ha sottolineato l'inviato del Papa in Belgio per questa celebrazione.
E allora "è proprio in questo contesto che si presenta una delle sfide più decisive per la Chiesa oggi. Non tanto l'essere una minoranza numerica, condizione che spesso accompagna la storia cristiana, quanto la prospettiva di diventare insignificanti. Non è la debolezza numerica a indebolire la testimonianza della comunità cristiana, quanto piuttosto la perdita della sua audacia evangelica. Una Chiesa si indebolisce - ha sottolineato Parolin - quando cessa di essere quella che dà sapore. La luce che illumina, il lievito che fa crescere. La Chiesa non si pone al di sopra della storia e non si confonde con essa, ma la attraversa come una presenza che accompagna, discerne ed è al servizio".







