WASHINGTON. Nelle ultime settimane, un nome ha guadagnato sempre più forza come il primo possibile licenziamento nel gabinetto del presidente Donald Trump: quello di Pam Bondi, la Procuratrice Generale degli Stati Uniti.

Secondo il tycoon di New York, la 60enne sarebbe debole e inefficace nell’attuazione della sua agenda. E se n’è lamentato ripetutamente con i suoi collaboratori. Anche in passato il presidente aveva criticato la procuratrice, ma nelle ultime settimane il suo disappunto sarebbe cresciuto. Come rivela il Wall Street Journal, Trump vorrebbe che il Dipartimento di Giustizia persegua con maggiore aggressività le sue priorità e vada contro i suoi nemici politici con più forza.

Per questo motivo, la Casa Bianca ha aumentato la pressione su Pam Bondi e gli altri funzionari di giustizia, criticando sempre più frequentemente il loro lavoro.

Per esempio, Trump ha espresso frustrazione per il fatto che il Dipartimento di Giustizia non abbia fatto di più per incriminare coloro che, secondo lui, hanno contribuito a rubargli le elezioni del 2020. Elezioni che, va ricordato, ha perso. Tra le principali lamentele trumpiane vi è quella riguardante il presunto fallimento di Bondi nel perseguire in modo rapido ed efficace gli investigatori che lo avevano indagato per anni, tra cui l'ex direttore dell'FBI James Comey e la procuratrice generale democratica di New York Letitia James.