Per questo motivo l'Italia ha deciso di "innalzare il livello della rappresentanza diplomatica" in Venezuela. "Oggi il nostro ambasciatore è un incaricato d'affari. Abbiamo deciso di elevare il livello del capo della delegazione ad ambasciatore", ha spiegato il ministro degli Esteri. L'obiettivo è quello di lavorare per arrivare a una "collaborazione diversa" con le autorità del paese sudamericano. "Abbiamo la presenza di tante imprese - ha sottolineato Tajani -, abbiamo 170mila cittadini venezuelani con passaporto italiano, mentre sono circa un milione i cittadini venezuelani di origine italiana. Per noi è un Paese estremamente importante". Al momento nelle carceri di Caracas "risultano esserci ancora 42 detenuti italo-venezuelani, di cui 24 sono considerati detenuti politici", ha spiegato il vice premier, precisando che "quelli esclusivamente con passaporto italiano sono tutti fuori". La Farnesina è al lavoro affinché possano essere liberati "nel maggior numero possibile".
Venezuela, Trentini e Burlò sono liberi. “Successo frutto di lavoro sottotraccia”, la gioia di Tajani
Dopo giorni di attesa febbrile, dal Venezuela è arrivata la notizia più attesa. Nelle prime ore di lunedì il ministro degli Ester...










