ROMA – Il test della guida autonoma supervisionata di Tesla sulle strade di Roma rappresenta un banco di prova particolarmente significativo per valutare lo stato dell’arte del sistema FSD Supervised in Europa. Da passeggeri, con un driver qualificato obbligatoriamente al posto di guida per ragioni legali, abbiamo potuto saggiare il funzionamento della tecnologia lungo un percorso di circa un’ora, con partenza dalla sede Tesla di Saxa Rubra e passaggi su arterie urbane complesse come Corso Francia e via Flaminia, dove traffico intenso, segnaletica irregolare, mezzi a due ruote e pedoni mettono quotidianamente alla prova anche i guidatori più esperti. Protagonista della prova è una Tesla Model 3 RWD Long Range di serie, priva di modifiche specifiche, equipaggiata con una versione ingegneristica del software Full Self-Driving non ancora disponibile sul mercato europeo. Un approccio che evidenzia la volontà del costruttore di dimostrare le potenzialità del sistema in condizioni reali.

Una volta impostata la destinazione, l’auto gestisce sterzo, accelerazione e frenata con uno stile prudente ma fluido, affrontando semafori, incroci e immissioni nel traffico, mentre il conducente resta sempre responsabile e pronto a intervenire. Il funzionamento si basa esclusivamente su otto telecamere perimetrali, senza l’ausilio del radar anteriore, e su un software in grado di “apprendere” costantemente gli scenari di guida più disparati: basti pensare che, in un minuto e mezzo, l’algoritmo si aggiorna con 800mila chilometri di dati provenienti dalle Tesla connesse da tutto il mondo. Nei tratti più congestionati emerge una buona capacità di interpretare il contesto urbano, mantenendo le distanze di sicurezza e reagendo correttamente a situazioni improvvise. Nelle zone centrali più critiche, invece, il sistema mostra un comportamento molto cauto, talvolta conservativo, ma comunque efficace nel ridurre lo stress di chi è al volante. Il test romano assume anche un valore simbolico, come messaggio alle istituzioni europee in vista di una possibile evoluzione normativa. Oggi l’FSD resta un sistema di Livello 2 SAE, con obbligo di supervisione costante. Costa 7.500 euro, il doppio del “normale” sistema Autopilot avanzato.