L'Ungheria ha concesso asilo politico all'ex ministro della Giustizia polacca ed esponente di spicco del partito di destra Diritto e Giustizia (PiS) Zbigniew Ziobro, accusato di aver commesso 26 reati tra cui la creazione e la guida di un'organizzazione criminale, relativi all'amministrazione del Fondo per la giustizia destinato a sostenere le vittime di reati.

Lo ha annunciato lo stesso Ziobro sui suoi canali social.

"Ho deciso di accettare l'asilo concessomi dal governo ungherese a causa della persecuzione politica in Polonia" ha scritto l'ex Guardasigilli, architetto della controversa riforma del sistema giudiziario all'origine di un lungo contenzioso con l'Ue. Ziobro, che ha ringraziato il premier ungherese Viktor Orbán, ha detto di aver scelto di "lottare contro il banditismo politico e l'illegalità" e di opporsi a "una dittatura strisciante", sostenendo di essere diventato "il bersaglio della vendetta personale di Donald Tusk e dei suoi complici". Secondo indiscrezioni di stampa, lo scorso dicembre la delegazione ungherese dell'Ue ha inviato una lettera alle delegazioni degli altri Stati membri, informandole del fatto che il 23 dicembre 2025 l'Ungheria aveva concesso asilo a due cittadini polacchi. Nel dicembre 2024, Budapest aveva già concesso asilo politico a un altro esponente del PiS, l'ex vice ministro della giustizia polacco Marcin Romanowski, indagato in Polonia per accuse di uso improprio di fondi pubblici.