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Bob Weir, da molto tempo associato a quella barba e a quei baffi bianchi quasi ottocenteschi che gli trasmettevano un'aria bonaria da nonnetto più che da demonio del rock, ha mostrato negli anni una verve rara nell'ambiente
C'è una generazione di rocker che sta abbandonando questa vita, giorno dopo giorno. Stavolta è toccato a Bob Weir, seconda voce e seconda chitarra dei Grateful Dead, con i Jefferson Airplane la band più famosa e rappresentativa del sound psichedelico della Summer of Love di San Francisco.
È stato lui che, alla morte del leader Jerry Garcia, più di ogni altro membro del gruppo ha mantenuto accesa la fiamma di una band che, per la vicinanza al proprio pubblico devoto e per la capacità di fare gruppo, era quasi una cooperativa, riuscendo nell'intento senza mai scadere nel rischio patetico dell'auto-tributo.











